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Molino Paolo Mariani
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Spritz, i bar di Padova si rifiutano di alzare il prezzo: «Resta a 4€, è nato qui»

I gestori della città veneta scelgono di non rincarare per evitare che l'aperitivo diventi un lusso. Una presa di posizione compatta che mette al centro le radici culturali e il valore sociale dello spritz

 
31 marzo 2025 | 17:19

Spritz, i bar di Padova si rifiutano di alzare il prezzo: «Resta a 4€, è nato qui»

I gestori della città veneta scelgono di non rincarare per evitare che l'aperitivo diventi un lusso. Una presa di posizione compatta che mette al centro le radici culturali e il valore sociale dello spritz

31 marzo 2025 | 17:19
 

Lo spritz a Padova continuerà a costare 4 euro. I gestori dei chioschi dei Navigli, lo storico viale alberato adibito a spazio per l'happy hour fino a metà luglio, hanno infatti deciso di non cedere alle pressioni delle aziende produttrici e di mantenere fisso il prezzo dell'aperitivo simbolo della città. Una scelta netta, condivisa e dichiaratamente in difesa della natura popolare di un rito che altrove è ormai diventato sempre più esclusivo, con prezzi spesso fuori portata.

Spritz, i bar di Padova si rifiutano di alzare il prezzo: «Resta a 4€, è nato qui»

Padova difende lo spritz: niente rincari nei chioschi dei Navigli

Oggi basta uscire dai confini padovani per imbattersi in una realtà ben diversa: nei quartieri più alla moda di Milano lo spritz può facilmente superare i dieci euro, mentre anche nelle località venete più turistiche, tra mare e montagna, trovare un bicchiere sotto i cinque euro è sempre più raro. All'estero, poi, l'inserimento della versione con Aperol nella lista ufficiale dell'International bartenders association (Iba) ha contribuito ad aumentarne la notorietà, ma anche il costo: a New York, ad esempio, 15 dollari sono diventati la norma. Un trend che i titolari dei chioschi padovani non vogliono seguire.

Spritz, perché le aziende vogliono alzare i prezzi? E perché i gestori no?

A spingere verso un aumento, ricordiamo, non sono solo le dinamiche del mercato, ma anche le strategie dei grandi marchi del comparto, che negli ultimi mesi hanno intensificato gli sforzi per riposizionare lo spritz come prodotto «premium», nel tentativo di rilanciare i margini in un periodo difficile. Basti pensare al -34,78% registrato da Campari nella seconda metà del 2024. Eppure, i gestori fanno muro. La linea è chiara: «Lo spritz è nato qui».

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E in effetti i numeri e la storia stanno dalla loro parte. Fu proprio in Veneto che, già nell'Ottocento, i militari austroungarici cominciarono ad allungare il vino con acqua frizzante - da cui il termine “spritzen”, cioè “spruzzare”. Ma è a Padova che affondano le radici della versione moderna del drink: nel 1919 i fratelli Luigi e Silvio Barbieri inventarono l'Aperol, mentre l'anno seguente a Venezia nacque il Select. Anche un altro simbolo dell'aperitivo italiano, il Cynar, vide la luce sempre a Padova nel 1948, prodotto dalla G.B. Pezziol, la stessa azienda del Vov.

Spritz, i bar di Padova si rifiutano di alzare il prezzo: «Resta a 4€, è nato qui»

Spritz low cost a Padova: i gestori non cedono alle pressioni dei marchi

Dietro la compattezza da parte dei gestori c'è poi anche la volontà di difendere un'abitudine ancora molto radicata nella quotidianità degli italiani. Infatti, secondo una recente indagine condotta da Swg per Deliveroo, per un italiano su due l'aperitivo è un appuntamento bisettimanale, mentre quasi uno su quattro lo vive come un rito settimanale. E se il contesto è rilassato, non lo sono i temi di conversazione più frequenti: si va dall'attualità (61%) ai problemi quotidiani (52%), passando per politica (47%), ricordi del passato (45%) e idee per viaggi e vacanze (43%). I gestori lo sanno: aumentare il prezzo significherebbe snaturare un momento che, anche a Padova, continua ad avere una forte componente sociale e di condivisione. Per ora, quindi, il prezzo resta fermo. Con buona pace dei brand.

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