Per oltre mezzo secolo, nel cuore di Castione della Presolana (Bg), il profumo di burro e zucchero che si diffondeva lungo la strada principale del paese conduceva a un indirizzo preciso: la Pasticceria Presolana. Un punto di riferimento per residenti e turisti che, abbassando definitivamente la serranda, non lascia solo un locale vuoto ma un frammento di memoria collettiva della località turistica ai piedi della Regina delle Orobie. Domenica 8 marzo è stato l’ultimo giorno di apertura dell’attività guidata da Aronne Masseroli e dalla sua famiglia. Dopo oltre 55 anni di lavoro, il titolare ha deciso di andare in pensione. La pasticceria, riconosciuta nel 2022 come «bottega artigiana storica» da Regione Lombardia, era l’ultima nel Comune con laboratorio di produzione propria.

Ha chiuso dopo 55 anni la Pasticceria Presolana di Castione della Presolana (Bg)
Un luogo di comunità, oltre il semplice negozio
Le radici dell’attività risalgono al 1970. «Dopo alcune esperienze a Milano e collaborazioni con il Balzer di Bergamo, mio padre aprì la pasticceria nel giugno di quell’anno», racconta Masseroli, che a giugno compirà 66 anni e ha appena iniziato il suo percorso di pensionamento. Negli ultimi mesi il titolare aveva provato a trovare qualcuno disposto a rilevare l’attività. «Per circa un anno e mezzo ho cercato un acquirente, ma non ho trovato nessuno. Il lavoro qui non manca, però servono persone affidabili e pronte a impegnarsi per portare avanti un negozio così. Non è detta l’ultima parola, continuerò ad aspettare», spiega a BergamoNews.

Il messaggio di saluto affisso sulla vetrina della Pasticceria Presolana
La chiusura è stata comunicata con un messaggio affisso in vetrina e rilanciato sui social. Nei commenti sono arrivati molti messaggi di affetto da parte dei clienti abituali. «La vostra non era solo una pasticceria: era casa, convivialità, un caffè sicuro tra le risate», scrive un utente. Un altro ricorda alcuni dei prodotti simbolo del laboratorio: «Rimpiangeremo il Montebianco, la meringata e i bignè alla crema giganti». La Pasticceria Presolana proponeva non solo pasticcini assortiti, ma anche lievitati freschi, prodotti da forno e preparazioni salate. Con la sua chiusura, a Castione restano alcune rivendite ma nessuna con produzione artigianale interna.
Il ruolo delle botteghe storiche nei territori turistici
La serranda abbassata riporta l’attenzione su un tema più ampio: la difficoltà di mantenere attive le botteghe di vicinato nelle località turistiche di montagna. «La chiusura invita a una riflessione sul futuro del nostro territorio», osserva il consigliere comunale Nicola Ferrari. «Le attività storiche sono parte della vita del paese e contribuiscono alla sua attrattività. Nei periodi di maggiore afflusso, come l’estate o le festività natalizie, Castione arriva a ospitare anche 35 mila persone, numeri che rendono centrale il tema dei servizi e dell’offerta commerciale».

Il problema non riguarda solo la Presolana. «È una tendenza che interessa molte realtà italiane», continua Ferrari. A livello locale, spiega, si possono però immaginare alcune misure di sostegno, come riduzioni delle imposte locali o interventi su Imu e Tari, per favorire la continuità delle attività di prossimità. Intanto, nel centro del paese rimane il ricordo di un laboratorio che per oltre mezzo secolo ha accompagnato la vita quotidiana e le stagioni turistiche della località.