Un centinaio di dipendenti, fatturato in crescita, rappresentanti sparsi in tutte le città d'Italia, nelle principali capitali europee e in alcuni Stati esteri: Stati Uniti e Giappone. Poche cifre fotografano l'attività di Agrimontana, l'azienda cuneese capitanata dai fratelli Chiara e Luigi Bardini, sorta dalla canditura dei marroni a Borgo San Dalmazzo (Cn). «Una solida realtà nata 50 anni fa, dalla passione e dall'esperienza della famiglia Bardini nel mondo del cacao. Oggi più che mai coniuga passione, ricerca dell'eccellenza, filiera virtuosa ed expertise al servizio dei professionisti del settore». Cioccolatieri, pasticceri e gelatieri, anzitutto.

Agrimontana a Brescia tra degustazioni di gelato artigianale e cioccolato premium
Ed a Brescia, ad Arte Bianca, Agrimontana ha dedicato proprio agli artisti del gelato un open day con la possibilità di degustare gelati artigianali e praline realizzate con le masse e coperture Agricacao, ingredienti d'eccellenza scelti dai migliori professionisti del settore, come il padovano Antonio Mezzalira. Un momento di condivisione e scambio di esperienze, per creare una comunità. «La nostra materia prima - ha detto fra l'altro il direttore commerciale Igor Maiellano - arriva dalle fertili piantagioni di cacao situate in Africa e Sud America. Perù, Ecuador, Venezuela, Camerun, Ghana e Liberia sono i nostri principali fornitori di fave di cacao, con un approccio che valorizza le filiere produttive e le varietà di ogni territorio. Tanto per citarne alcune: Akan, Aristid, Sur del Lago, Floria, Arriba Nacional».

Il cibo degli Dei, secondo gli Aztechi, sarebbe portatore di saggezza e ricco di proprietà energetiche ed afrodisiache. Oggi, seppur con prezzi in crescita, è sempre ricercato con richieste innovative da parte del mercato. Il pistacchio è uno dei prodotti più venduti; in crescita pure i gelati vegani e quelli ai frutti. «La sfida del futuro - conclude Maiellano - è quella di dedicarsi costantemente alla ricerca (siamo partner di università e scuole di alta specializzazione) e allo sviluppo di prodotti con meno grassi e meno dolci».
Di Renato Andreolassi
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