Il Derthona Timorasso si prepara a tornare sotto i riflettori con un evento che cresce e si consolida. Dal 29 al 31 marzo, Tortona (Al) ospiterà la quinta edizione di Derthona Due.Zero, la manifestazione dedicata al vitigno bianco simbolo dei Colli Tortonesi. Quest'anno la grande novità è il prolungamento dell'evento a tre giorni, con l'aggiunta del lunedì riservato esclusivamente agli operatori del comparto. Il cuore della manifestazione sarà ancora una volta il Museo Orsi, che accoglierà oltre 50 produttori e un banco di assaggio per degustare in anteprima i vini dell'annata 2023, affiancati da una selezione di Riserve per raccontare il potenziale evolutivo di questa varietà.

Timorasso in anteprima: Derthona Due.Zero 2025 cresce con un giorno in più
«La novità di quest'anno è certamente il prolungamento di un giorno della manifestazione, riservando un'intera giornata, quella del lunedì, agli operatori di settore - spiega Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio tutela vini Colli Tortonesi. Si tratta di uno sforzo importante da parte del Consorzio, ma necessario, visto il grande successo delle passate edizioni. In questo modo riusciamo ad andare incontro con maggior efficacia alle esigenze di ogni target». E in effetti, il crescente interesse attorno al Timorasso conferma che questo vino ha ormai acquisito una posizione di rilievo, diventando il portabandiera dei Colli Tortonesi e guadagnando l'attenzione di pubblico e critica.
Il programma della manifestazione prevede anche due masterclass di approfondimento, in programma sabato e domenica alle ore 16. Si tratta di un'occasione per esplorare più a fondo le caratteristiche di un vitigno che affonda le sue radici nella storia. Il Timorasso è una delle varietà a bacca bianca più affascinanti d'Italia, coltivato sui Colli Tortonesi sin dal Medioevo. Questo territorio, crocevia tra Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna, si distingue per un paesaggio complesso e variegato, fatto di colline scoscese e valli incise: Ossona, Grue, Curone, Scrivia, Borbera e Spinti. I suoli, prevalentemente argillosi e compatti, sono costituiti dalle stesse marne azzurre che si trovano lungo la dorsale che da Barolo arriva fino alla Toscana, conferendo ai vini una spiccata identità territoriale.
Se oggi il Timorasso è riconosciuto come un grande bianco italiano, lo si deve all'impegno di un gruppo di vignaioli che, a partire dagli anni '80, hanno creduto nel suo potenziale quando la varietà era ormai prossima alla scomparsa. Tra i pionieri ci sono stati Walter Massa, Andrea Mutti e Paolo Poggio, i primi a scommettere su questo vitigno autoctono e sul suo rilancio. I numeri raccontano meglio di ogni altra cosa il cammino compiuto: se nel 2009 la superficie vitata a Timorasso nella denominazione contava appena 25 ettari, oggi si avvicina ai 400 ettari, un segnale evidente del crescente interesse attorno a questo vino. Parallelamente è aumentato anche il numero di soci del Consorzio, che ora conta 108 produttori, uniti dalla volontà di dare valore a questa denominazione.
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