Le Canarie sono da sempre sinonimo di benessere, piacere e relax, la “terra della cuccagna” per eccellenza. Tuttavia, ogni isola ha la sua identità. Gran Canaria e Tenerife, per esempio, sono molto più che semplici isole: sembrano delle vere e proprie città. La percezione di essere circondati dal mare quasi scompare, tanto che per rendersene conto bisogna salire sulle vette più alte, come il Teide a Tenerife o il Pico de las Nieves a Gran Canaria. Le due isole offrono tutti i servizi di una grande metropoli e attraggono un turismo internazionale, tra cui molti italiani che negli anni '90 e 2000 si sono trasferiti in cerca di nuove opportunità. Più affascinanti dal punto di vista naturalistico sono Lanzarote e Fuerteventura, con i loro paesaggi vulcanici e le spiagge selvagge, che regalano un'atmosfera lunare.

Canarie: un paesino tipico di Fuerteventura
Queste due isole rappresentano la meta ideale per chi cerca tranquillità, lontano dal turismo di massa. Fuerteventura, in particolare, è un paradiso per gli amanti degli sport acquatici come kitesurf e windsurf, non a caso il suo nome significa “forte vento”. Ma ciò che la rende speciale è la sua autenticità, un luogo più raccolto e meno saturo turisticamente, che attrae anche ristoratori e imprenditori italiani alla ricerca di nuovi orizzonti.
L'incontro con la chef di Margot Bistrot y Tapas di Fuerteventura
Aprire un ristorante a Fuerteventura può sembrare una scelta dettata dalla voglia di fuggire dall'Italia in cerca di una ristorazione più semplice, meno competitiva e di un regime fiscale meno invadente. Sebbene in parte questa visione sia corretta, non è l'unico motivo che spinge ogni anno chef e ristoratori italiani a trasferirsi qui per avviare la propria attività. Un esempio concreto di questa scelta è la chef romana Giulia Cantatore, fondatrice del Margot Bistrot y Tapas. Il suo percorso l'ha portata da ristoranti stellati come Metamorfosi e Acquolina a Roma fino a Fuerteventura, dove oggi porta avanti la sua visione di cucina. La sua esperienza dimostra che le Canarie sono molto più di un semplice rifugio fiscale, ma una vera e propria terra di opportunità per chi è pronto a scommettere su un nuovo progetto in un contesto internazionale e stimolante.

Giulia Cantatore, fondatrice del Margot Bistrot y Tapas a Fuerteventura
Cosa ti ha spinto a trasferirti alle Isole Canarie e ad aprire un ristorante qui e quali sono, secondo te, i principali vantaggi e svantaggi di gestire un'attività ristorativa a Fuerteventura?
Sicuramente, potersi permettere di lavorare in un luogo in continuo movimento e sviluppo, con la possibilità di fare ciò che si ama immersi in un clima piacevole e in paesaggi meravigliosi, è un grande privilegio. I vantaggi sono numerosi, a partire dagli aspetti fiscali e dalla continuità lavorativa garantita dal turismo. Ovviamente, ci sono anche degli svantaggi, come la difficoltà nel trovare personale affidabile o la scarsa reperibilità delle materie prime come frutta e verdura, dovuta al fatto che ci troviamo in un ambiente desertico.

L'esterno del Margot Bistrot y Tapas di Fuerteventura
Come hai adattato il menu di Margot Bistrot y Tapas per soddisfare i gusti sia dei locali che dei turisti?
Nonostante i miei molti anni di esperienza nelle cucine stellate, mi sono resa conto che, contrariamente a quanto pensavo all'inizio, Fuerteventura e in particolare Corralejo - zona turistica a nord dell'isola - non è ancora pronta ad accogliere una cucina troppo elaborata. Per questo motivo, ho scelto di proporre un menu accessibile a tutti, con piatti semplici ma anche opzioni più ricercate per chi desidera provare qualcosa di più particolare.

Margot Bistrot y Tapas, l'anima romana alle Canarie
Nel menu c'è un richiamo alla romanità e alle vostre origini?
Il menu che propongo è molto variegato, pur mantenendo intatta la mia identità culinaria. Ho cercato di unire i classici della tradizione romana a piccole rivisitazioni del “sushi”, come il nigiri croccante con gamberi crudi del Cotillo - un piccolo villaggio di pescatori situato sulla costa nord-occidentale di Fuerteventura - per poi concludere con un cannolo siciliano scomposto, preparato in casa. I piatti romani sono sicuramente molto apprezzati, anche perché siamo una famiglia romana, ma molti clienti hanno il coraggio di sperimentare proposte più particolari, come le fettuccine con pesce bianco cotto a bassa temperatura, vaniglia e limone candito. Inoltre In vacanza si è più aperti alle novità, e così molti romani hanno voluto mettere alla prova la tradizione assaggiando la mia gricia con fichi, un fuori menu stagionale che è diventato tra i più richiesti.

Margot Bistrot y Tapas: la Gricia con fichi e la Carbonara
In che modo gli eventi - ad esempio il Carnevale di Fuerteventura - influenzano l'attività del tuo ristorante? Organizzi iniziative speciali o menu dedicati in occasione di queste festività?
Per quanto riguarda le festività, essendo una meta dal clima perennemente primaverile-estivo, il lavoro è sempre molto intenso. Proprio per questo, in occasioni come Natale e Carnevale - che qui è sentito tanto quanto il Natale - preferiamo proporre menu degustazione, così da gestire al meglio il servizio per i nostri clienti. Tornando al tema del personale, ho scelto di creare un menu “furbo”, che mi permetta di gestire il servizio con efficienza, anche da sola, quando necessario, sempre garantendo qualità e professionalità.
Calle Iglesia 22 35660 Corralejo (Spagna)
Lun-Dom 19:00-22:30 (Mer chiuso)