L'inizio è datato 2014, quando Vittorio Razzaboni - possiamo dire in un momento di “distrazione” dal suo impegno di costruttore di vetrate -, decide di acquistare un po' di terra nel cuore del distretto vitivinicolo a Nord di Modena, per realizzare il sogno di produrre vino. Così, mentre crescono i figli - Riccardo, Andrea e Tommaso - che si dimostrano particolarmente affascinati dall'avventura del padre, prende forma il nuovo progetto con le prime vigne impiantate nel 2016, a cui fa seguito, due anni dopo, la prima vendemmia.

Ventiventi: Riccardo, Vittorio e Andrea Razzaboni
La svolta verrà nel 2020, ecco il nome “Ventiventi” della cantina che punta a rappresentare una nuova espressione del vino emiliano. Con la piena operatività della cantina, inizia ufficialmente un'avventura familiare che ha scelto di esprimere la propria identità attraverso il Metodo Classico per costruire una propriaidentità, il massimo rispetto del territorio e una filiera produttiva completamente controllata, grazie a Vittorio e ai suoi figli Riccardo, Andrea e Tommaso: ognuno con un ruolo essenziale, ognuno con una parte della visione che si intreccia con quella degli altri, ha sottolineato Andrea Razzaboni nel corso della degustazione di tre vini organizzata a Milano alla Locanda alla Scala insieme al fratello Tommaso.
Ventiventi, la presentazione della cantina a Milano
Andrea dà il via alla degustazione riportando alcune considerazioni del fratello Riccardo, primogenito e responsabile commerciale e marketing, che ci tiene a sottolineare «Ventiventi per me è affidabilità, qualità e novità. In Ventiventi porto la mia attenzione ai dettagli e la mia passione per il progetto», presentando al mondo un'azienda che vuole essere percepita come innovativa, affidabile e umana. Andrea, invece, è quello che custodisce l'anima, da enologo, con energia e creatività, guida ogni fase produttiva, dalla vendemmia alla vinificazione, fino all'affinamento. «Il nostro obiettivo è creare una nuova espressione del vino emiliano, non riducendo la reputazione dei vitigni locali a un semplice rapporto qualità/prezzo, ma valorizzandoli con eleganza e pulizia». Mentre il più giovane dei tre, Tommaso, che rappresenta l'apertura alla sperimentazione, dice di essere «impaziente e curioso, ma ho voglia di mettermi in gioco, tant'è che mi incuriosisce sperimentare con mio fratello Andrea in un mondo di tradizione come quello del Lambrusco».

Ventiventi: l'azienda
Ancora in formazione come enologo, Tommaso porta in azienda freschezza e ambizione, spingendo il progetto verso nuove prospettive. La sua passione per il vino nasce dal desiderio di reinterpretare i vitigni autoctoni con un tocco personale, portando il Sorbara, il Salamino e il Pignoletto (ci sono anche gli internazionali Pinot bianco e Chardonnay) ad esprimere tutto il loro potenziale, non solo in chiave tradizionale, ma anche in versioni moderne e distintive. Quindi, tre visioni che si intrecciano in un unico progetto, perché Ventiventi non è solo un'impresa familiare, ma la testimonianza di come il legame tra le persone e la terra possa generare un'identità forte e autentica. «La possibilità di lavorare con un team giovane e crescere insieme a loro è la cosa che più mi motiva» conclude Andrea, riconoscendo l'importanza del contributo di tutto il gruppo.
Insieme, i tre fratelli Razzaboni non si limitano a produrre vino, ma costruiscono ogni giorno il racconto di un territorio, con il coraggio di innovare e la saggezza di chi sa custodire il valore delle proprie radici. E, infatti, nei 100 ettari di proprietà della Società Agricola Il Borghetto di Razzaboni, c'è una struttura di circa mille mq con punto vendita, area degustazione per clienti, associazioni e aziende e uno spazio ideale per l'organizzazione di meeting ed eventi; praticamente spazi moderni, accoglienti e curati, immersi nel verde, per regalare agli ospiti un'esperienza rilassante e conviviale, gustando un buon calice di vino abbinato a prodotti gastronomici di qualità. Le visite in cantina e le serate per gli enoturisti, sono possibili dal giovedì al sabato.
Ventiventi, produzione e obiettivi
Attualmente, la produzione di Ventiventi è è di circa 70mila bottiglie all'anno, dal 2023 vendute anche all'estero. I primi paesi raggiunti sono stati Olanda e Inghilterra, a cui sono seguiti anche mercati emergenti dell'Europa dell'Est e la Croazia. Intanto, Riccardo pensa che il 2025 non sarà solo un altro anno, ma una nuova fase di crescita. L'obiettivo è chiaro: rafforzare la presenza sul mercato italiano, non come semplice attore, ma come protagonista di una narrazione che parla di qualità, sostenibilità e identità territoriale. L'espansione internazionale non sarà solo geografica, ma anche culturale: portare nel mondo la storia di Ventiventi, raccontare l'unicità della sua terra e il valore di una produzione che punta all'eccellenza.

Ventiventi: una vista sui vigneti
Per raggiungere questi traguardi, la famiglia Razzaboni sa che è necessario crescere su più fronti. Non basta produrre più bottiglie, occorre far crescere la percezione del marchio, rafforzare la rete di contatti e consolidare il dialogo con importatori, distributori e giornalisti. Ecco l'ingresso nella Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) e l'inserimento nel catalogo di Proposta Vini. Quindi, il futuro è una linea aperta, perché il sogno della famiglia Razzaboni non è solo quello di produrre vini d'eccellenza, ma di portare il nome di Ventiventi fuori dai confini locali, in Italia e nel mondo, e di essere riconosciuti come un simbolo di autenticità e qualità.
Ventiventi, i vini degustati alla Locanda alla Scala di Milano
Questi, di seguito, i vini degustati a Milano accompagnati dai piatti della Locanda alla Scala:
- Ventiventi Blanc de Blancs 2020 Pignoletto Doc Spumante Brut Metodo Classico: 100% Pignoletto trasformato con pressatura soffice, fermentazione a basse temperature in vasca in acciaio inox e addizione di mosto e rifermentazione in bottiglia a temperatura controllata. Il colore è giallo paglierino, con perlage fine e persistente che ne esalta la freschezza; profumi fruttati e delicate note balsamiche che esaltano la mineralità e la pulizia del vino. Perfetto con piatti delicati e con la cucina di mare come lo sformatino di zucchine con ffonduta di parmigiano e crumble di black angus.
- Ventiventi Rosè 2020 Lambrusco di Modena Doc Spumante Brut Metodo Classico: uva Sorbara per il campione di Ventiventi, sottoposto a pressatura soffice; fermentazione a bassa temperatura in vasca in acciaio inox; prolungato affinamento a freddo in acciaio e rifermentazione in bottiglia a temperatura controllata. Il risultato è un vino di colore rosa tenue; perlage fine e persistente che esalta la freschezza tipica del Sorbara; profumi di frutti rossi, sostenuti da raffinati aromi varietali tipici del vitigno. In bocca è avvolgente, gustoso e con una bella cremosità. Va servito con piatti delicati, la cucina di mare, con crudi e piatti del terroir. A Milano è stato abbinato al mezzo pacchero al ragù di manzo di fassona piemontese.

Ventiventi: i tre vini in degustazione alla Locanda alla Scala di Milano
- Ventiventi Rouge de Noirs 2020 Lambrusco Salamino di Santa Croce Doc Spumante Brut Metodo Classico: uve 100% di Salamino di Santa Croce lavorate come i precedenti vini, ma con un lungo affinamento in bottiglia. Il colore è rosso rubino intenso; profumo delicato con prevalenza di sentori floreali e di frutti di bosco accompagnate da note dolci generate dall'affinamento in bottiglia. In bocca è ampio e complesso, contraddistinto da un'ottima freschezza e da una gran bella spuma anche molto gradevole. È un vino versatile, perfetto per accompagnare piatti della cucina tipica emiliana. Alla Locanda alla Scala è stato servito con il vitello cotto rosa C.B.T. con salsa al tartufo nero e cartoccio di patata al burro salato.
Via della Saliceta 15 41036 Medolla (Mo)
Lun-Gio 09:00-12:30, 14:30-18:00; Ven 09:00-12:30, 14:30-23:30; Sab 19:30-23:30