È un patrimonio di cui vantarsi. L’azienda di aceto balsamico Giuseppe Giusti possiede ben 600 botti risalenti al 1700 e 1800,ancora in attività. Infatti è proprio nel legno delle botti dove si nasconde il segreto dell’aceto: più antico è il legno, più rilascerà essenze profumate. Dopo due anni dall’inaugurazione della bottega a Modena, il 14 dicembre Giusti ha inaugurato uno spazio di 125 metri in via Spadari a Milano.
Scorcio della bottega milanese
Location che onora il prodotto
Location quanto mai indovinata, perché la via ormai è dedicata alle eccellenze del cibo: Peck, Ciacco gelati, Elisenda ed ora Giusti con la sua bottega esperienziale dedicata al mondo dell’aceto, da quello Igp a quello Dop, dall’agrodolce a quello biologico. Cinque vetrine ad angolo con via Victor Hugo. Il negozio è stato studiato accuratamente, dove si alterna l’ottone al legno di rovere, usato per le botti. Un vero paradiso per chi desideri acquistare un regalo da consegnare a un amante della cucina o a chi voglia avere sulla propria tavola il vero aceto balsamico. Aprire spazi come quello di Modena e Milano significa arrivare al consumatore finale, sottolinea Giuseppe Divita, responsabile del marketing e comunicazione dell’azienda Giusti, perchè c’è bisogno di fare cultura.
Il successo del museo
Giusti nel 2018 ha inaugurato anche il museo, dove si può accedere gratuitamente, previa prenotazione. Attraverso 10 sale offre un patrimonio di documenti e antichi oggetti del mestiere, il Museo traccia la storia dell’aceto balsamico di Modena e del suo incontro con la famiglia Giusti. Un successo testimoniato dai 25mila ingressi l’anno pre-pandemia. Ci sono altre novità in vista in casa Giusti: una prossima apertura a Bologna improntata sulla bioedilizia. Nella intenzione dell’azienda è di aprire spazi anche all’estero, per divulgare un patrimonio culturale italiano, che va protetto. Giusti è stata fondata nel 1605 : ha il vanto di avere partecipato a cinque esposizioni internazionali tra l’Ottocento e il Novecento.
Gli Aceti Balsamici di 30, 50 e addirittura 100 anni costituiscono il vanto della produzione Giusti e vincono numerose medaglie prestigiose, di cui 14 d’oro. Certo, agli inizi da sfuso l’aceto balsamico è stato imbottigliato in semplici bottiglie da lambrusco, il tipico vino della zona, poi col tempo sono state usate quelle piccole confezioni, usate oggi. La qualità dell’Aceto Balsamico Giusti conquista il Re d’Italia Vittorio Emanuele III, che decide di nominare Giusti “Fornitori della Real Casa Savoia”, concedendo nel 1929 il privilegio di esibirne lo stemma sulle confezioni.
Dopo il museo, il bis come bottega
Dal XVII secolo la famiglia Giusti cura il suo Aceto Balsamico, tramandando una ricetta che si traduce in un aceto dall’aroma pregiato, apprezzato in tutto il mondo. Dopo 17 generazioni Claudio e Francesca, insieme a Luciano guidano l’azienda. La storia della famiglia Giusti è legata al territorio: per secoli l’acetaia diventa parte sostanziale del patrimonio familiare. Il mastro acetiere è dunque un membro della famiglia, che imparava i segreti tramandati di generazione in generazione.